

(Cagliari)
- di Redazione
- 14 Ottobre 2021
- (Parole tra parentesi)
L’amica Monica Badas riflette sui nuovi equilibri che la vita crea e guarda avanti fiduciosa
Cagliari è la città principale e più popolosa dell'Isola al centro di un'area metropolitana di 430 mila abitanti. Un appuntamento alle 8 del mattino e la paura di rimanere bloccata in viale Marconi mi portano a mettermi in macchina molto presto riportandomi indietro al tempo delle prime supplenze a scuola o delle cure al Businco. In sottofondo una bella musica rilassante mi aiuta ad accordarmi sulla lunga giornata che mi attende e mi ritrovo ad affidarla. Non so bene a chi l’affido, ma chiedo che la mia mente e i miei pensieri, il mio cuore e le mie emozioni, le mie mani e le mie azioni vibrino all’unisono. In questo periodo, se avete compreso, sono alla ricerca di nuovi equilibri che sembrano delinearsi e, allo stesso tempo, sgretolarsi nel giro di qualche giorno rendendomi insicura e destabilizzata. Cerco allora di aggrapparmi alle cose positive che mi accadono. Non è solo un cancro, infatti, a creare un terremoto e disorientamento, ma anche una preoccupazione per la famiglia o il lavoro, o avere il coraggio di uscire dalla propria zona comfort. Tante cose diverse sopraggiungono senza averle preventivate e quando capita non puoi che imparare ad accettarle. Anche questa volta però so di non essere sola come quando affondi in un abbraccio di un’ amica dallo sguardo accogliente di fronte a una spremuta in un chiosco al Poetto, o quando esci per una pizza con amici e marito, o incroci lo sguardo emozionato di tua figlia che per la prima volta entrerà all’ Università. Alla fine se ci rifletto questi piccoli gesti e quella routine che a volte crea in me confini stretti, ancora una volta, paradossalmente, mi riportano a una dimensione protetta dal quale partire e guardare avanti.