(Ansia)

  • di Redazione
  • 16 Settembre 2021
  • (Parole tra parentesi)

L’amica Monica si racconta con profonda e nuda sincerità descrivendo un periodo non facile della sua vita e scoprendo quanto faccia bene ascoltare il proprio respiro

Ansia è un termine largamente usato per indicare un complesso di reazioni cognitive, comportamentali e fisiologiche che si manifestano in seguito alla percezione di uno stimolo ritenuto minaccioso. Questa è la definizione che ho trovato su internet talmente generale da non spiegare realmente cosa sia. Penso che a ognuno di noi sia capitato di provare ansia in un periodo, momento, istante della propria vita. Arriva all’ improvviso il cuore batte con un ritmo anomalo, la gola si chiude, la testa va in tilt, le gambe e le braccia sono pesanti, gli occhi si inumidiscono e  sei lì immobile ad aspettare che passi. È questione solo di percezione se ci pensate: quello che per me è importante e minaccioso non è vissuto nello stesso modo da un'altra persona. Che periodo di forte ansia sto vivendo, come non mi capitava da anni, neppure durante la comunicazione della diagnosi! Ho sempre trovato, anche nei momenti più difficili, la direzione, la certezza che dopo l’iniziale smarrimento avrei imboccato la strada giusta. Che fatica questo periodo: mi guardo attorno, penso, rimugino e   cerco la mia strada. Per trovare la direzione devo essere in contatto con la mia pancia, con il mio respiro, mi fermo e mi accorgo di essere in apnea. Allora chiudo gli occhi e respiro contando fino a tre tante e tante volte, il cuore si regolarizza, la testa è più serena e forse inizio a intravedere la luce. Mi sento Alice al suo arrivo nel paese delle meraviglie e come lei spero di riniziare a vivere nuove avventure.