

Orizzonti
- di Redazione
- 27 Gennaio 2022
- Il peso della determinazione
La nostra Sonia Aresu riflette sulla volontà delle scelte di ciascuno di noi
Ho sempre avuto un carattere estremamente vivace e non semplice, ma sono cresciuta cercando di uniformarmi alla media, perché così doveva essere. Tentavo di domare la fantasia, ma la mia mente aveva già varcato orizzonti mentre gli altri si erano appena affacciati alla finestra. La creatività non potrà mai essere domata, mai.
Cercavo di tenere per me i pensieri più particolari e bislacchi, gli altri non avrebbero capito. All'età di 11 anni ho iniziato ad avvicinarmi alla pittura, dipinsi un vaso di fiori con colori scuri, cupi, in effetti "fiada leggixeddu", ma potevo migliorare. Dipingevo di nascosto, perché ero convinta di non esserne capace. In parte è vero, ma mi è mancata la costanza e ho mollato ancor prima di iniziare.
Siamo i nostri peggiori giudici, non ne facciamo passare una, sabotiamo il nostro cervello: "così non va bene, così non è consono, magari agendo in quel modo potrei ferire qualcuno..." ma non pensiamo mai a quanto siamo capaci di ferirci da soli. Come? Rinunciando a quello che vogliamo. Ci ho sempre riso su, con un sorriso si nasconde tutto, anche la ferita più profonda. E poi si sa, la maggior parte delle volte le sofferenze dipendono dalle nostre scelte.
Bisognerebbe sempre domandarsi: "lo faccio perché lo voglio veramente o per accontentare gli altri?". Ho navigato nei mari in tempesta, ho perso la bussola e l'orientamento tante volte, ho patito dolori atroci, ma mi sono sempre risollevata. Non fraintendetemi, non è che tutti devono superare grandi sofferenze per comprendere ciò che è giusto per noi, diciamo che per me ci sono volute molte prove. E dopo tutto ciò, posso affermare che: non c'è ostacolo peggiore se non quello che noi ci poniamo nella mente e non conosco cosa più bella della libertà in tutte le sue forme.