

Lo sport adatto a me
- di Redazione
- 24 Febbraio 2022
- Il peso della determinazione
La mitica Sonia Aresu ci regala tante risate con il racconto dedicato alla ricerca dell'attività fisica perfetta
A quarantun anni mi ritrovo ancora a riflettere su quale sia lo sport più adatto a me, oltre ovviamente allo stare sul divano cambiando canale con una mano e un biscotto nell'altra, (anche quella è ginnastica). Ho provato di tutto, dalla danza classica alla pallavolo ( invito i lettori a leggere i miei primi racconti, in cui parlavo del mio sogno, poi svanito, di fare la ballerina). La danza classica l'ho abbandonata dopo quattro mesi, mentre tutte riuscivano a stare sulle punte, io stavo eretta a mala pena sui talloni.
La pallavolo ho iniziato a praticarla alle medie, grazie al cartone animato Mila e Shiro, ero convinta di essere Mila però lo stile e il fisico erano più vicini a quelli di Yoghina! Quanto mi piacerebbe essere come quelle runners che osservo per strada, loro si svegliano, indossano la tuta e iniziano a correre, non come me, che apro gli occhi e impiego un quarto d'ora solo per capire dove sono! C'è da dire che ci ho tentato anche quando ho provato con lo spinning! Mentre tutti giravano la manovella per aumentare il livello di difficoltà, io fingevo di rotearla, simulando la fatica con tanto di faccia alla Rocky Balboa, rossa come un peperone. Peccato che dopo poco, l'istruttrice mi abbia sgamata, aumentando al massimo il livello di difficoltà. Alla fine i risultati si sono visti eh, avevo due polpacci tipo "due cocomeri tondi tondi che volevano essere i più forti del mondo".
E come non menzionare il corso di ZUMBA, mi convinsero con queste parole: "dai, dimagriamo ballando", ballando si, ma di dimagrire nemmeno l'ombra, tornavo a casa e non contavo nemmeno più le calorie dal buon umore che mi metteva la musica. Però due anni fa, ho detto basta ai chili di troppo! Spinta da un'amica ho deciso di mettermi in gioco, ho provato un'attività al di sopra delle mie potenzialità, (in effetti non è che ci voglia molto, anche giocare a nascondino). Mi presento insieme ad alcune amiche in un immenso campo, l'allenatore vestito stile Arnold Schwarzenegger nel film Commando, con tanto di anfibi, mimetica e, perché c'era freddo, anche il passamontagna; ci chiede il motivo della scelta di quel difficile percorso. Io, sborona esclamò: "sono qui per superare i miei limiti". Che poi quali sono stati mai i miei limiti? Fare una serie di addominali e non riuscire a muovermi per più di una settimana? A posteriori mi chiedo: ma chi me lo ha fatto fare?
Partenza saltellante con il riscaldamento consistente in tre giri di campo, che già dopo mezzo, avevo le visioni di inesistenti animali ululanti a bordo campo. Poi arriva il bello, una serie di esercizi stile militare: flessioni, addominali, strisciamento a terra, crunch, plank, plank laterale, plank con roteazione bacino...al Superman Plank, tanto era lo sforzo, ho iniziato a sentire le voci attorno modificate: sembrava parlassero tutti come il cartone animato ALVIN. Nemmeno a dirlo: scartata immediatamente, non idonea.
Ma non mi arrendo, continuerò a cercare lo sport adatto a me! Tutto questo pensare, al movimento e al sudore, mi ha fatto venire un certo languirino... è l'ultimo biscottino LO GIURO!