

Campo Famiglie - Parte Seconda: Il primo giorno
- di Redazione
- 19 Settembre 2019
- Ho smesso di pianificare...ho iniziato a vivere!
Ritorna l’appuntamento bisettimanale con la rubrica curata dalla nostra Daniela Cadeddu con un racconto a puntate molto speciale!
Dal momento della prenotazione sono trascorsi altri cinque mesi. Nell’ultima settimana di agosto ci siamo tuffati in questa nuova esperienza: il nostro primo campo diocesano per famiglie.
1^GIORNO
Alla partenza, in aeroporto, presa dalla stanchezza del vivere quotidiano, ho per un attimo pensato fossimo stati dei folli... La mia storica (ma ormai presumibilmente repressa) "mania del controllo" stava bussando fastidiosamente dentro la testa: "Dove stai andando? Soffri di vertigini, lo ricordi? Inciampi anche nella tua ombra, non saranno le scarpe da trekking a renderti meno imbranata! E vogliamo parlare del mal d'auto associato ai tuoi malori giornalieri?? Dopo l'aereo ti aspettano ore in pullman, ore di nausea simil-gestazionale! Ma sei scema, dove vai??!!"
Al check in, era esattamente lì che stavo andando, fingendo una serenità da copertina che avrebbe fatto invidia anche al più accanito consumatore di cannabis!
Battesimo dell'aria per mio figlio, giornata libera da nuvole, bagagli ben organizzati…potevo farcela.
Partiti da Cagliari alle nove del mattino, nel tardo pomeriggio eravamo finalmente a destinazione. Tutto sommato, nonostante la stanchezza, lungo il tragitto da Malpensa alla Val di Sole, ci eravamo ritrovati a vivere dei momenti piacevoli.
Lontano dalla routine delle responsabilità quotidiane e del "dover fare" ciò che serve (ma non sempre ciò che vorremmo), stavo entrando nello spirito di condivisione che mi avrebbe permesso di ripartire verso casa con un bel bagaglio di sensazioni preziose.
Le giornate sarebbero state scandite dalle attività programmate con cura da una equipe di famiglie, che da diversi anni collabora per la realizzazione del campo, in team con Don Marco e Don Emanuele, inclusi gli amici che ci avevano invitato "ad assaggiare" questo tipo di esperienza, l'instancabile Pacinolfo Family. (Non me ne vogliano mamma Carla e papà Andrea, ma, per quanto sia stato impagabile il loro impegno, non è nemmeno paragonabile a quello dei loro pargoli! I piccoli Sara e Luca fanno parte dei ricordi più colorati e divertenti di tutta la settimana!!)
Ci aspettava un'alternanza di lunghe camminate nel cuore della montagna e forti momenti di silenzio e introspezione, da vivere in coppia oppure in ricercata solitudine.
Mi chiedevo come avremmo potuto gestire tanti bimbi di età differenti (una quarantina, dai 2 mesi, a salire fino all’adolescenza!), ma non ho tardato a capirlo. Avevamo al seguito un super squadrone di educatori/animatori, pronti a dare respiro ai genitori nelle ore dedicate alle riflessioni sugli argomenti proposti a tema del campo (compresa una presenza a noi molto familiare, Suor Barbara. Entrata nelle nostre vite grazie ai tre anni di scuola dell'infanzia in Via Vidal, si è da subito ritagliata una fetta enorme del cuore di Federico…e del nostro!!)
Dopo la prima giornata, trascorsa a mettere a fuoco cosa ci aspettava, eravamo pronti per vivere con curiosità e fiducia quel che sarebbe arrivato per noi.