

Ricerca indipendente in Italia, un piano per rilanciarla
- di Redazione
- 26 Marzo 2025
- Italia ed estero
Solo il 17% degli studi è no profit
In Italia la ricerca clinica indipendente attraversa un periodo di crisi profonda. Basti pensare che nel 2004 gli studi no profit rappresentavano il 30% del totale, mentre nel 2023 la quota si è fermata al 17%. Ma nel 2023 si è registrato un aumento degli studi indipendenti, passati da 98 a 106. Uno su cinque riguarda nuovi potenziali trattamenti contro il cancro. Questo è quanto emerge dal convegno nazionale "La valorizzazione della ricerca indipendente: opportunità, limiti e spunti operativi", organizzato a Milano da Ficog (Federation of Italian Cooperative Oncology Groups) e Fondazione RIDE2Med.
"Stiamo assistendo a un crollo degli studi no profit a livello globale che riguarda quasi tutti i Paesi occidentali – afferma Evaristo Maiello, Presidente Ficog. "Negli Stati Uniti, ad esempio, questi studi si sono drasticamente ridotti, pur essendo stati per anni uno dei fiori all’occhiello della ricerca oncologica americana. In Italia, servono con urgenza maggiori finanziamenti e, allo stesso tempo, procedure burocratiche più snelle per avviare le sperimentazioni. Persistono ancora vincoli legislativi e non vengono riconosciute figure professionali fondamentali come gli Study Coordinator e gli Infermieri di Ricerca. Senza valorizzare queste competenze e senza il sostegno dell’industria farmaceutica, diventa difficile promuovere studi scientifici. Tuttavia, una concreta possibilità di rilancio può arrivare dal Decreto 30 novembre 2021, che consente la cessione dei dati ottenuti da sperimentazioni indipendenti per registrare nuovi trattamenti oncologici".
"Il Decreto game changer – spiega Francesco Perrone, Presidente Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica) – permette collaborazioni più forti tra ricerca profit e no profit. Condividere i dati scientifici raccolti può generare risorse economiche da reinvestire in nuovi studi indipendenti. In questo scenario, un ruolo centrale lo giocano i Gruppi Cooperativi di Ricerca e le Società Scientifiche. Come Aiom, stiamo già collaborando attivamente con Ficog anche sull’uso dei PRO’s – Patient Reported Outcomes, strumenti che permettono ai pazienti di riferire in prima persona la propria esperienza su qualità della vita e tossicità delle terapie antitumorali".
Maiello spiega: "Il supporto delle Associazioni di pazienti è cruciale, soprattutto per il reclutamento dei partecipanti."
"La ricerca può dare un contributo concreto alla crescita del nostro Servizio Sanitario Nazionale – conclude Sergio Scaccabarozzi, Vicepresidente di Fondazione RIDE2Med. L’oncologia italiana è da sempre ai vertici mondiali: ci auguriamo che, anche grazie alle nuove norme legislative, possa continuare a esserlo".